Quattro giorni in Liguria tra i borghi della riviera di Levante

Paesaggi incantati, quasi fiabeschi, amati da scrittori che li hanno raccontati e fatti conoscere in tutto il mondo. È la riviera Ligure di Levante, quella di Portofino, delle Cinque Terre e del Golfo dei Poeti.

Liguria è: paesaggi, case color pastello, borghi incastonati tra le alte colline e il mare, riviera, passeggiate sul lungomare, cucina, profumi di focaccia, di olive e di mare…

La Liguria per me è anche andare indietro di tanti anni. Risveglia vecchi ricordi, quasi dimenticati, delle belle estati trascorse con mia nonna quando ero bambina.

Ho dedicato quattro indimenticabili giorni di azzurro e colori pastello alla riviera ligure di Levante che non posso non raccontarvi! Se avete voglia di mare e borghi colorati, questo articolo potrebbe fare per voi.

Il viaggio si divide in due parti: la prima con base a Santa Margherita Ligure e la seconda a Porto Venere.

Questo mini-viaggio l’ho condiviso con un’amica con cui da qualche anno mi concedo una gita fuoriporta.

Prima di partire avevo l’ansia del traffico, soprattutto vicino a Genova, considerati i cantieri e le code chilometriche delle ultime settimane proprio in quella zona. Per questo motivo siamo partite prestissimo e alle 9.00 eravamo già al nostro primo hotel di Santa Margherita Ligure! Sempre per evitare il traffico del rientro abbiamo deciso domenica 26 di partire la mattina.

MERCOLEDI’ 22 luglio 2020: Sestri Levante e Santa Margherita Ligure

Arrivate a Santa Margherita Ligure abbiamo lasciato valige e auto all’Hotel Jolanda, dove abbiamo pernottato per 2 notti. L’hotel è centralissimo ed arredato con gusto. La camera luminosa, pulita e funzionale. Il personale molto disponibile. Siamo state molto soddisfatte della scelta. A fine luglio per 2 notti con colazione abbiamo speso € 140 a testa, parcheggio incluso.

Dopo aver sbrigato le velocissime pratiche di check-in ci siamo dirette alla stazione per prendere il treno per Sestri Levante. Per via delle restrizioni COVID che costringevano i treni a viaggiare a mezzo carico, abbiamo dovuto aspettare un’oretta per prendere il primo treno con posti liberi.

Una volta a Sestri Levante ci siamo “spiaggiate” alla Baia delle Favole ai Bagni Nettuno (spendendo per l’intera giornata € 20 per due lettini e un ombrellone). La spiaggia è molto ampia, in parte di sassi e in parte di sabbia, ricca di stabilimenti balneari e locali. La Baia del Silenzio è decisamente più scenografica: sabbiosa, più piccola e meno profonda, incorniciata dalle tipiche e coloratissime case liguri che rendono il paesaggio ancora più caratteristico.

La giornata l’abbiamo trascorsa tra bagni, relax sui lettini e una passeggiata per il paese, verso la Baia del Silenzio che era piena e con accessi contingentati causa disposizioni COVID.

Abbiamo pranzato al Chiosco Duro. Servono insalatone, panini, focacce… Il cibo è buono, i prezzi sono più che onesti e loro sono velocissimi.

Rientrate a Santa Margherita ci siamo sistemate per la cena, senza farci mancare una camminata alla scoperta del borgo. Il centro si snoda tra Via Palestro, Via Torino e Via della Vittoria. L’attrattiva principale è Piazza Caprera, con le sue case colorate e con la Basilica di Santa Margherita. Anche il lungomare ed il porticciolo hanno il loro fascino.

Per cena abbiamo prenotato alla Trattoria da Pezzi, dove abbiamo mangiato la migliore pasta al pesto e un’indimenticabile focaccia di Recco. Il locale è semplice, il loro punto forte è la qualità delle pietanze. Assolutamente consigliato.

GIOVEDI’ 23 luglio 2020: Camogli – San Fruttuoso – Portofino

Abbiamo avuto qualche problema iniziale in quanto non avevo visto che c’era un “buco” nella programmazione dei treni per Camogli tra le 8.15 e le 10.15. Nel frattempo abbiamo preso qualcosa per il pranzo al Panificio Pinamonti, abbiamo fatto i biglietti e siamo scese in spiaggia a Santa per un’oretta.

Una volta a Camogli, a causa dei numeri contingentati per via delle restrizioni COVID, ci siamo dirette alla Pro Loco per ritirare il biglietto gratuito necessario per scendere alla spiaggia libera di San Fruttuoso. Quando siamo arrivate verso le 10.45 erano già esauriti.

Siamo così andate agli imbarchi del battello (€ 9 a testa di solo andata per le due soste di Punta Prosciutto e San Fruttuoso). Purtroppo, a causa dei ritardi accumulati durante la mattina, il meraviglioso borgo di pescatori di Camogli non siamo riuscite a visitarlo come avremmo voluto.

Prima tappa: Punta Prosciutto. I posti non sono tantissimi e bisogna avere un pizzico di fortuna per stendersi. Il punto mare è veramente favoloso! Un tuffo è obbligatorio.

Seconda tappa: San Fruttuoso. Il piccolo borgo marinaro di San Fruttuoso di Camogli è un vero gioiellino. Appena arrivate, la prima cosa che salta agli occhi è la bellissima Abbazia (il cui ingresso è a pagamento a € 7.50) dedicata al santo omonimo, vescovo e santo catalano del III secolo, le cui ceneri sono conservate all’interno. La chiesa fu fondata nel VIII secolo d.C. prima di essere ricostruita nel X secolo come monastero benedettino. Dal Duecento l’Abbazia intrecciò le sue sorti con quelle della famiglia Doria che ne modificò l’assetto. Nel 1983 donarono l’intero complesso al FAI che ora la gestisce. Accanto all’Abbazia sorge la torre intitolata ad Andrea Doria dai suoi eredi, eretta nel 1562, serviva a difendere il borgo e la sua famosa sorgente di acqua.

La fonte sacra. L’acqua si trova non solo a monte dell’Abbazia ma anche al di sotto delle sue fondamenta. Una leggenda dell’VIII secolo narra, infatti, che le reliquie del martire cristiano Fruttuoso giunsero dalla Spagna via mare accompagnate da due presbiteri e che durante il lungo viaggio un angelo ordinò ai religiosi di fondare una chiesa in onore del santo su una spiaggia sovrastata da un monte, proprio sopra a una “sorgente” perenne.

Davanti all’abbazia c’è poi un piccolo pezzo di spiaggia libera su cui si affacciano 3-4 ristorantini e qualche casetta di pescatori. In mare, al centro della baia, c’è invece la celebre statua del Cristo degli abissi. Questa statua in bronzo fu commissionata dal subacqueo Duilio Marcante che la dedicò all’amico Dario Gonzatti, morto durante un’immersione nel 1947. Il Cristo degli Abissi si trova a centocinquanta metri circa dalla riva ad una profondità di diciassette metri.

Fortunatamente siamo riuscite a trovare due lettini liberi, che per 2 ore abbondanti ci sono costati € 30 con l’ombrellone. Di fatto era l’unica possibilità per stare in spiaggia, visto che la Pro Loco aveva esaurito i biglietti per la spiaggia libera.

Prima di ripartire abbiamo dovuto fare il secondo biglietto, quello per “Santa” a € 11,00 a testa.

Terza tappa: Portofino. Portofino borgo è Patrimonio dell’Unesco. Una piccola insenatura sul mare, tra il verde della macchia mediterranea e l’acqua cristallina. Il pittoresco borgo di Portofino, con le sue alte e colorate case affacciate a semicerchio sulla piazza e sul porticciolo, incastonato nel verde del parco regionale a cui dà il nome, è uno spettacolo.

La Chiesa di San Giorgio è un importante luogo di culto cattolico. Dall’area antistante si trovano scorci perfetti per godersi al meglio Portofino dall’alto e il suo golfo da favola. La vista sull’altro versante del promontorio è spettacolare.

Rientrate a Santa Margherita, ci siamo “perse” tra le vie del borgo.

Per cena abbiamo scelto Baicin. Il ristorante è molto carino, il cibo veramente ottimo ed i prezzi più che adeguati.

VENERDI’ 24 luglio 2020: visita a Lerici e Tellaro e spostamento a Porto Venere

Dopo colazione, abbiamo salutato “Santa” e ci siamo dirette verso sud-est per la nostra seconda parte di viaggio. Prima di arrivare a Porto Venere abbiamo deciso di visitare Lerici (parcheggiando l’auto al Parcheggio Lerici Centro, non economicissimo).

Di Lerici colpiscono i pittoreschi vicoli medioevali, le residenze settecentesche, il castello, la vista sulla baia ed il forte spirito marinaro che si respira. Bellissima piazza Garibaldi, tutta incorniciata da casette colorate e l’oratorio di San Rocco che si affaccia su di essa.

Tra le cose da fare assolutamente a Lerici c’è la salita fino al Castello, che regala una vista spettacolare. Sotto il castello, un tunnel nella montagna porta ad ammirare la baia dall’altra parte di Lerici ed un ascensore a metà tunnel porta alla piazza del castello.

A Lerici siamo state colte da un temporale pazzesco, preannunciato da nubi scurissime in fondo al golfo, con tanto di vento, acqua e grandine. Ci siamo riparate nel tunnel che porta al Castello e salendo ci siamo godute lo spettacolo del temporale dalla terrazza del ristorante Ciccillo a mare. Terminato il temporale, siamo scese verso il porto. Abbiamo così pranzato da PUDU, cibo ottimo a prezzi modesti. Menzione speciale, l’insalata di polpo da leccarsi i baffi!!!

Considerate le previsioni meteo avverse (un altro brutto temporale nel pomeriggio), abbiamo deciso di non fare a piedi il sentiero verso Tellaro e di muoverci in macchina. Non abbiamo avuto problemi a trovare parcheggio sulla strada che va verso il cimitero, come da tanti consigliato.

La visita di Tellaro è stata abbastanza veloce appunto per evitare il secondo temporalone. Abbiamo avuto giusto il tempo per percorrere i carruggi, stradine strette e scalinate. Il borgo è catalogato come uno dei più belli d’Italia. Dal minuscolo porticciolo di Tellaro si può ammirare l’antico paese in tutta la sua straordinaria bellezza, con le case addossate le une alle altre con i tipici colori pastello della Liguria.

La leggenda racconta che gli abitanti di Tellaro vennero salvati da un’invasione da un polpo che, accorgendosi del pericolo, si attaccò alle campane svegliando gli abitanti che scamparono il pericolo. Il polpo alla tellarese è il piatto più tipico di questa zona: lessato con patate e condito con olio locale, olive, aglio, prezzemolo, sale, pepe e succo di limone. Al polpo è dedicato un mosaico sul porticciolo e una sagra ad agosto.

Scappate per pochissimo al temporale, siamo partite in direzione La Spezia per un saluto veloce alla cugina della mia amica-compagna di viaggio, per poi arrivare finalmente alla tanto attesa ultima destinazione del viaggio: Porto Venere.

Lasciata l’auto al Parcheggio in Via Garibaldi 5 (per 1 giorno e mezzo € 50), abbiamo raggiunto il B&B L’Ancora (per due notti abbiamo speso in 2 con colazione € 288). Ci siamo trovate divinamente. Silvano, il proprietario, è veramente una persona squisita. La nostra camera semplice, ma arredata con molto gusto, assolutamente funzionale e pulita. La posizione in Via Capellini è centralissima e comoda per tutto: a 3 minuti a piedi dalla chiesa di San Pietro e appena fuori dal portoncino c’è una delle scalinate che scende verso il mare (Via Calata Doria). La buona colazione viene servita da Silvano direttamente in camera per via delle disposizioni COVID.

SABATO 25 e DOMENICA 26 luglio 2020: Porto Venere

Il Golfo dei Poeti è tra i più spettacolari anfiteatri d’acqua della nostra penisola. Il nome lo deve al fatto che nel corso dei secoli svariati artisti, tra cui Montale, Wagner e Lord Byron, lo scelsero come meta dei loro soggiorni, folgorati dalla sua emozionante bellezza ed ispirati dai suoi scenari. Il borgo di Portovenere e quello di Lerici ne sono rispettivamente l’estremità occidentale e orientale. La Spezia ne occupa invece la parte centrale.

L’ultimo giorno e mezzo lo abbiamo dedicato a gironzolare per Porto Venere.

Davanti al centro storico di Portovenere ci sono le tre isole Palmaria, del Tino e del Tinetto. Nel 1997 la città e le sue isole sono state inserite tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO insieme alle Cinque Terre.

Una curiosità riguardo alla città: nonostante tutti la conoscono come “Portovenere”, in realtà il suo nome è “Porto Venere”.

Appena uscite dal B&B ci siamo dirette verso la Chiesa di San Pietro (nei miei sogni da tanti anni). Appare come una grande costruzione, arroccata su uno sperone a strapiombo sul mare e formata da due edifici: uno antico in stile romanico, l’altro gotico più recente. È stata fondata nel XIII secolo sui resti di un vecchio tempio pagano che ha dato il nome originario al paese: Portus Veneris. La chiesa, piuttosto piccola, è a tre navate, con un altare in marmo bianco in bella vista. Il motivo della facciata è a fasce bianche e nere, così come il presbiterio all’interno. Da non perdere la loggia ubicata giusto fuori dalla chiesetta. Dalle finestrelle la vista paesaggistica è mozzafiato!

La chiesa è particolarmente interessante non solo per l’insolita architettura, ma anche per la posizione.

La Grotta di Byron si trova a pochi metri dalla Chiesa di San Pietro. La scalinata porta al punto d’osservazione della Grotta Arpaia, immersa in uno scenario naturale favoloso. Uscendo, immediatamente a sinistra, troverete una statua che ritrae Madre Natura.

Dopo aver fatto centinaia di foto, ci siamo dirette sul lungomare ad ammirare la famosa Palazzata a mare. Strette e verticali case coloratissime che affacciandosi sul mare creano una sorta di barriera. Un incredibile e straordinario skyline di Portovenere che compare in tutte le foto iconiche.

La costruzione della Palazzata a Mare, nota anche come case-torri, fu voluta dalla Repubblica di Genova che, in modo da proteggere la parte più interna dell’abitato di Portovenere. Le finestre sono numerose ma piccole, così da impedire un accesso massiccio di persone tramite questi pertugi. Ad aumentare ulteriormente la sicurezza c’è la mancanza di orpelli sulle facciate delle case che, di fatto, impedivano la possibilità di arrampicarsi sui muri esterni.

Per ottenere questo bellissimo scatto occorre recarsi sulla Passeggiata Aldo Moro e deviare quasi subito a destra, finendo sul molo. Questo è il punto panoramico perfetto!

Parallelamente al lungomare si apre il centro storico di Portovenere. Ci si può arrivare dalle ripide scalinate che partono da Via Calata Doria oppure passando attraverso la Porta del Borgo, l’accesso antico rimasto intatto dal XII secolo. Dopo aver varcato l’ingresso comincia Via Giovanni Capellini, che rappresenta l’asse principale del paese. Su via Giovanni Capellini si affacciano numerose botteghe che vendono oggetti tipici del luogo e cibo tipico.

Sabato mattina abbiamo deciso di trascorrere qualche ora alla spiaggia Punta Secco dell’Isola di Palmaria, tramite traghetto a € 5 A/R. La spiaggia è bella, con una bellissima vista sul borgo di Porto Venere. Verso le 13 abbiamo deciso di tornare indietro perché si stava affollando! Così ci siamo fatte una passeggiata fino alla Spiaggia dell’Olivo.

Nel pomeriggio ci siamo dedicate alla scoperta della parte alta del borgo. Dal nucleo antico di Portovenere, salendo verso il castello si passa per la Chiesa di San Lorenzo. Costruita dai Genovesi nel 1130, ha subito diversi restauri nel corso della sua storia. Si presenta a tre navate, con grandi arcate supportate da colonne di pietra nera locale.

Da piazza San Lorenzo, sulla quale sorge la chiesa, si trova una piccola stradina che sale verso il castello. Prima di arrivarci, però, si incontrano i mulini. Si tratta dei resti di due basse torri che venivano utilizzate per gli avvistamenti. Non a caso si trovano in una posizione panoramica con vista sul mar ligure. Nel corso dei secoli venne cambiato il loro utilizzo trasformandoli in mulini a vento utili per macinare le farine.

Per arrivare al Castello Doria bisogna salire e sudare soprattutto se fa caldo!

Il Castello si presenta, già dal basso, come una fortezza maestosa, collegata al borgo grazie a una possente cinta muraria. L’edificio, composto da due blocchi, uno inferiore e uno superiore, è stato costruito dalla Repubblica di Genova per necessità di difesa dagli attacchi nemici. Sotto il dominio napoleonico, invece, il Castello veniva usato come prigione.

Il castello si sviluppa su tre piani, totalmente aperti. In quello intermedio si trova un piccolo anfiteatro. Salendo sopra all’anfiteatro si trovano i camminamenti, il punto in assoluto più alto degli edifici della città. Da qui è possibile godere di una splendida vista. L’ingresso al Castello è a pagamento a € 5.

Per cena, entrambe le sere, siamo andate al ristorante Elettra. Abbiamo mangiato divinamente ad un prezzo più che onesto. Tra i piatti provati, su tutti, consiglio gli spaghetti alle vongole. Il ristorante gode di una vista mozzafiato sul lungomare. Consiglio di prenotare, soprattutto nel fine settimana.

Il ristorante rientrava tra i pochi selezionati da me prima di partire e ci è stato consigliato anche da un parente della mia amica di La Spezia, che ha gentilmente prenotato per noi la prima sera.

La domenica mattina abbiamo deciso di rientrare a casa, per evitare gli ingorghi, senza farci mancare una passeggiata alla Frazione Le Grazie. Le Grazie è una tranquilla frazione di Portovenere, posta in un’insenatura ben riparata dai venti. L’atmosfera è molto più informale rispetto a Porto Venere. Non ci siamo soffermate molto, giusto il tempo di una passeggiata sul lungomare, tra il porticciolo e le casette colorate.

Pubblicato da seca75

Un viaggio inizia molti mesi prima di partire, esattamente quando, tra le varie opzioni, mi convinco che QUELLA sarà la mia prossima meta e me ne innamoro così intensamente da ritenere che sarà la più bella. Difficilmente un viaggio mi delude, quasi sempre invece mi fa provare emozioni inaspettate! Il più bel viaggio, è quello che non è stato ancora fatto. Loick Peyron

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