Il Delta del Po

A fine marzo 2022 sono stata sul Delta del Po con Leo (mio marito), Gabriele e Laura (miei cugini).

E’ stata una brevissima gita in moto, organizzata all’ultimo momento e adattata “in corsa”. E quando vi dico brevissima intendo una “toccata e fuga”: siamo partita da Sirmione sabato 26 marzo intorno alle ore 15 e rientrati domenica per le 19.30 (in mezzo anche l’ora in meno per il passaggio all’ora legale!).

Il delta del Po è la fine del viaggio che compie il fiume più grande e lungo d’Italia.

Il Delta del Po è l’unico delta esistente in Italia e una delle più grandi riserve nazionali di zone umide con sbocco a mare privo di sbarramenti. La Riserva di Biosfera, riconosciuta ufficialmente nel 2015 tra i Mab dell’Unesco, copre sostanzialmente tutto il territorio del delta e appartiene a 16 comuni tra Veneto ed Emilia-Romagna

Un paesaggio eterogeneo con un panorama mai monotono. Uomo e natura portano avanti questo delicato equilibrio da secoli. Negli ultimi decenni una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’ecosistema presente in zona ha portato alla costituzione di ben tre parchi. Uno facente capo al Veneto, uno all’Emilia Romagna ed un terzo interregionale.

Il nostro itinerario

Sabato 26 marzo 2022

Sabato abbiamo visto veramente poco.

Per caso ci siamo fermati per le prime due foto al ristorante abbandonato Michelangelo Da Vinci (a Villamarzana, in provincia di Rovigo).

La prima vera tappa è stata a Adria, dove abbiamo fatto una breve camminata per il centro per sgranchire un po’ le gambe, bevuto qualcosa e visitato la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo.

Da Adria siamo partiti in direzione Santamaria in Punta e per la prima volta abbiamo attraversato il Fiume Po, proseguendo per Adriano, Rivà e il Castello di Mesola, che abbiamo osservato dalla strada passandoci attorno.

Ormai stava facendo buio e così abbiamo proseguito senza soste. Per le 19.15 siamo arrivati a destinazione alla Locanda da Renata.

La Locanda da Renata è stata un’ottima scelta sia per trascorrere la notte che per la cena.

Per cena ci siamo letteralmente “sfondati”…non si può dire? Va beh io lo dico lo stesso!

Antipasti come se non ci fosse un domani: caldi e freddi, canestrelli, capesante, cozze, vongole, ostriche, baccalà sia mantecato che con polenta bianca. E poi abbiamo proseguito con un assaggio di tortelloni, anguilla ai ferri e fritto misto di paranza. Per concludere due dolci e qualche litro di birra.

Tutto veramente molto buono!

Per quanto riguarda l’alloggio, le stanze sono ampie, pulite, luminose e recentemente sistemate. Per la notte abbiamo speso € 130 in quattro con colazione.

La scelta l’avevo fatta sulla base delle ottime recensioni lette sul web relative al ristorante e così ho prenotato anche la stanza per la notte.

Aggiungo inoltre che le moto ce le hanno fatte parcheggiare all’interno della proprietà.

Domenica 27 marzo 2022

La mattina siamo partiti in direzione sud, verso il Porto Barricata e da lì abbiamo percorso lo splendido lungomare della Sacca degli Scardovari.

E’ stato un percorso piacevolissimo da fare in moto a velocità ridottissima e con molte soste. Se fosse stato per me, mi sarei fermata ogni 5 metri!

Il Delta ci ha affascinato con i suoi i colori e gli spazi immensi. Nonostante fosse domenica abbiamo visto alcuni pescatori pulire le vongole raccolte.

All’altezza di Cassella abbiamo preso la strada in direzione Santa Giulia (ovest), proseguendo sull’argine del Po della Donzella verso il ponte di barche del Po di Gnocca (passaggio gratuito) e poi sul ponte di barche del Po di Goro (€ 1,50 a moto). Devo dire che tra i due ponti di barche attraversati il primo è quello che mi è piaciuto di più!

Passati velocemente da Gorino e Goro, abbiamo raggiunto l’Abbazia di Pomposa.

Il Delta del Po non è solo un’area naturalistica di grande importanza ma anche uno spazio in cui l’uomo, presente da sempre, ha lasciato testimonianze importanti del suo passaggio. Una su tutte è l’Abbazia di Pomposa.

E’ da non perdere per la sua bellezza, perfettamente tenuta, pare rimasta immutata nei secoli. L’ingresso è a pagamento (€ 3,00) ma ne vale veramente la pena!

Lasciata l’abbazia, ci siamo diretti verso Comacchio.

Comacchio sorge sull’acqua e sull’acqua “vivono” la maggior parte delle sue attività economiche. Per questa ragione la sua architettura si armonizza con gli elementi naturali che la caratterizzano e l’hanno plasmata.

Il complesso dei Trepponti, gli eleganti edifici, le chiese, il Loggiato dei Cappuccini, la Torre dell’Orologio rappresentano le più significative costruzioni presenti in città.

Il pranzo lo abbiamo consumato a Comacchio e dopo un’ora abbondante di attesa abbiamo ottenuto il posto Al Cantinon (ristorante che mi è stato suggerito da Sara, un’amica fidatissima che conosce bene la zona!).

Anche il pranzo non ha deluso le nostre aspettative: due porzioni in 4 di cozze e vongole marinate, tagliolini all’anguilla e del Cantinon, spaghetti allo scoglio, anguilla alla griglia, birre, caffè, acqua (conto totale € 115,00). Porzioni abbondanti e gustose, pesce buonissimo. Diciamo che l’attesa è stata ampiamente ripagata dal cibo dal sapore autentico!

E’ proprio vero che a volte basta poco per entrare in una dimensione completamente diversa da quella che i nostri occhi sono abituati a vedere. L’importante è riuscire a svestirsi del modo quotidiano di vedere le cose. A poco meno di due ore da casa mia, si estende la zona umida più grande d’Italia, caratterizzata da biodiversità e peculiarità storiche e culturali ineguagliabili. E’ la Riserva di Biosfera Delta Po.

Comprende un territorio molto ampio che si estende per quasi 140 mila ettari distribuiti su due province, Ferrara e Rovigo. È come un grande “museo diffuso” che custodisce i valori naturali, ambientali, storici e culturali presenti nell’area. È un luogo di vita in cui il rapporto tra uomo e natura ha assunto negli anni sfumature uniche. L’uomo negli anni ha creato le condizioni necessarie per vivere dei suoi prodotti.

Cieli velati, nebbiolina, campagne verdi, valli, lagune, canali, ponti, pescatori, una miriade di uccelli, ma soprattutto la protagonista indiscussa: l’acqua. Acqua che si mescola, salata e dolce, tra fiume e mare!

Pubblicato da seca75

Un viaggio inizia molti mesi prima di partire, esattamente quando, tra le varie opzioni, mi convinco che QUELLA sarà la mia prossima meta e me ne innamoro così intensamente da ritenere che sarà la più bella. Difficilmente un viaggio mi delude, quasi sempre invece mi fa provare emozioni inaspettate! Il più bel viaggio, è quello che non è stato ancora fatto. Loick Peyron

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