Back to Barcelona 20 years later!

Dopo tantissimi anni, io e Leo, siamo tornati a Barcellona che è stata la nostra prima città estera visitata insieme!

Inizio con un po’ di paragoni.

Barcellona a metà novembre 2023 l’abbiamo trovata piena di cantieri e quindi ci ha dato l’idea della città in continua evoluzione. L’abbiamo trovata decisamente viva e in crescita dal punto di vista anche del business, allo stesso tempo più cara rispetto a quanto ce la ricordavamo. Più o meno per un turista costa come visitare una città italiana. Vi faccio qualche esempio: la corsa singola della metro costa € 2,40, una birra da Lt 0.40 non meno di € 4.50, l’ingresso alla Sagrada Familia con salita alla torre € 36 a testa, Casa Batillo biglietto basico € 33 a testa acquistato on line (anziché € 39 che è il prezzo applicato in biglietteria), per cena non abbiamo mai speso meno di € 35-40 a testa.

Il sole, il mare, il clima mediterraneo, la cultura, il divertimento e la fantastica architettura di Gaudì rendono la capitale catalana una delle città più affascinanti e interessanti al mondo.

Veniamo alle informazioni preliminari.

Avevo acquistato nel 2021 la guida National Geographic: utili gli itinerari a piedi quartiere per quartiere, utili gli itinerari iniziali in base ai giorni a disposizione, poco utile per scelta di ristoranti, bar o hotel. La guida l’ho ovviamente integrata con informazioni raccolte sul web e grazie alle utilissime dritte dell’amica Antonia!

Abbiamo volato con Ryanair da Bergamo trovando, qualche settimana prima di partire, una tariffa scontatissima! Vi ricordo che Ryanair arriva al Terminal 2 dell’Aeroporto Barcellona El Prat.

Ci siamo mossi dall’aeroporto al centro e ritorno, tramite Taxi (€ 30 circa a tratta).

Ho prenotato l’hotel con Booking.com. La scelta è ricaduta sul Boutique Hotel H10 Montcada (Via Laietana, 24). Abbiamo pagato € 297,55 per un soggiorno di due notti in camera matrimoniale standard con colazione. Abbiamo aggiunto in loco € 19,60 per la tassa di soggiorno.

Faccio subito alcune considerazioni sull’hotel premettendo che siamo stati contentissimi della scelta fatta! Camera luminosa, piccolina ma funzionale, con set completo di cortesia Rituals. Aggiungo due caratteristiche non comuni per un 3 stelle fuori dall’Italia: la camera non aveva la moquette e nel bagno c’era anche il bidet! Il personale gentile, cortese e presente.

La posizione dell’hotel è comodissima per visitare il centro della città e per godere appieno del Barrio Gotico, uno dei quartieri più suggestivi e antichi della capitale catalana!

Colazione con dolce e salato molto ricca e gustosa.

Infine non posso non parlarvi del Bar Sunset situato sulla terrazza al nono piano! Regala tramonti da favola e una vista pazzesca: si vede dalla Sagrada Familia a Barceloneta! Il bar è aperto anche ai non clienti ed i prezzi sono normali come nel resto della città!

Ottima soluzione, assolutamente consigliato!

Termino con una considerazione generale relativamente alla sicurezza/insicurezza… Io ho sempre girato con la mia reflex tra le mani senza problemi. Un paio di volte abbiamo deciso di cambiare strada perché non ci sentivamo sicuri: una volta volevo raggiungere dalla Rambla del Raval la Carrer de la Riereta, ma ci ho rinunciato; un’altra volta in una stradina del Born. Parlo solo di sensazioni mie, magari sbagliate! Ma visto che prevenire è meglio che curare… Mediamente ci è sembrata una città sicura al pari di Milano, Verona o Brescia.

COSA ABBIAMO VISITATO?

DAY 1 – DOMENICA 12 novembre

Dopo la levataccia alle ore 3.45, per prendere il volo alle 07:00 da Bergamo, siamo arrivati verso le 08:35 a Barcellona El Prat. Prima delle 9.30 eravamo in hotel, lasciati i bagagli abbiamo preso la metro verde (Linea 3) da Liceu fino a Fontana e abbiamo iniziato a camminare (alla fine il nostro cellulare ha contato ben 20 km)!

Prima di scendere in Metro, abbiamo percorso un pezzo della Rambla…

…siamo passati dalla splendida Piazza Reale di Barcellona, che vale una visita a qualsiasi ora del giorno!

Siamo partiti dall’esterno di Casa Vicens (Carrer de les Carolines, 20-26), abbiamo deviato verso il quartiere Gràcia.

Gràcia è un quartiere vicinissimo al centro, ma decisamente meno turistico.

Conserva un’anima autentica, dove è possibile vivere la vera Barcellona, a un ritmo più lento, lontano dalla confusione della Rambla e delle vie centrali. La cosa più bella da fare a Gràcia è passeggiare per il quartiere, perdersi nelle sue stradine per poi sbucare nelle tante belle piazze che lo costellano. Le piazze sono l’anima di questo quartiere. Vivaci punti di ritrovo, ognuna con i suoi bar e i tavolini fuori. Le piazze sono vissute come spazi di aggregazione per tutte le età. E’ qui che iniziano (e spesso anche proseguono) le serate, l’atmosfera è davvero piacevole, quasi d’altri tempi! Noi abbiamo scelto di passeggiare lungo Placa del Sol e Plaça de la Vila de Gràcia.

Abbandonata Gràcia abbiamo raggiunto il famoso viale Passeig de Gràcia, imperdibile uno sguardo a Casa Fuster ora splendido Hotel (Passeig de Gràcia N. 132) per poi arrivare Illa/Mansana de la Discordia.

La Mansana de la Discòrdia è il nome dato dalla gente di Barcellona al gruppo di case situate su Passeig de Gràcia, tra carrer d’Aragó e Consell de Cent. In questo isolato dell’Eixample sono presenti le opere dei tre architetti più importanti del Modernismo: Casa Lleó i Morera (1902-1906) di Lluís Domènech i Montaner, Casa Amatller (1898-1900) di Josep Puig i Cadafalch, e Casa Batlló (1904-1906) di Antoni Gaudí.

Da qui il nome di Manzana de la discordia che deriva dalla competizione tra i committenti delle rispettive case ma principalmente dalle differenze e pare ci sia stato anche un paragone con un episodio della mitologia greca.

Soste obbligate quindi ai numeri civici: 92 per Casa Milà (La Pedrera), 43 per Casa Batllò, 41 per Casa Amatller e infine 35 per Casa Lleò Morera.

Desideravo dalla scorsa volta (vent’anni fa) visitare l’interno di Casa Batllò, ma domenica c’era troppa gente e così ci siamo tornati lunedì!

Capolavoro indiscusso dell’architetto Gaudì a Barcellona, la Casa Batllò è uno degli edifici più stravaganti e originali d’Europa, dichiarato Patrimonio dell’UNESCO nel 2005. Rientra anche nelle sette meraviglie di Barcellona dal 2007. L’esterno stupisce (basti pensare al tetto ricoperto di scaglie colorate a simulare la schiena di un drago e ai balconi che ricordano crani sostenuti da colonne simili a vertebre) ma le vere sorprese sono all’interno: nessuna linea retta ma un pazzo vortice di curve, onde e spirali, luce naturale in ogni singolo ambiente e massima attenzione ai dettagli. La visita consiste in un percorso audioguidato fra i primi due piani dell’edificio tra cui il Piano Noble dove risiedeva la famiglia Batllò.

Poco distante da Casa Batllò si trova La Pedrera (Casa Milà), l’ultima opera civile di Antoni Gaudí. Questo edificio fu costruito all’inizio del ‘900 e si presenta con uno stile modernista, molto diverso rispetto alla vicina Casa Battlò. Il nome “La Pedrera”, che in catalano significa “La Cava” si riferisce all’aspetto aspro del “complesso di appartamenti”. Originariamente aveva un significato negativo in quanto Casa Milà non soddisfaceva nessuno degli standard architettonici allora accettati.

Ammirate le bellezze delle facciate, un leggero languorino ci ha portati a cercare un posto dove pranzare. Viste le ottime recensioni, ci siamo messi per una mezz’ora in coda e abbiamo tentato di sederci per un brunch presso The Coffee House Barcelona. Il locale è veramente piccolissimo, ma abbiamo rinunciato e siamo andati a mangiare qualcosa da Lexi’s Restaurant & Cocktail bar, dove abbiamo preso 2 club sandwich, 2 birre medie, 2 caffè americano (conto totale poco meno di € 40,00).

Riposate le gambe e rifocillati, siamo tornati verso Passeig de Gràcia e l’abbiamo percorsa fino a Plaça de Catalunya, per poi proseguire sulla Rambla ed entrare nel bellissimo Barrio Gotico.

Uno dei quartieri più antichi di Barcellona, il Barrio Gotico, vi incanterà con i suoi vicoli pittoreschi e con le numerose attrazioni da visitare, le maestose chiese gotiche e non solo!

Ovviamente imperdibile è la Cattedrale di Barcellona. Otto secoli di storia sono nascosti nelle pietre di una grande cattedrale gotica con un interno pieno di segreti da scoprire. Qui si trovano le reliquie di Santa Eulalia, santa patrona di Barcellona, nonché uno dei più bei chiostri in stile gotico catalano. Una curiosità: di fronte alla Cattedrale nel fine settimana si riempie di ballerini di sardana!

Uno dei punti più fotografati e una delle più tipiche “cartoline” del Barrio Gotico è il Pont del Bisbe (Vescovo), un monumento che ci proietta con l’immaginazione direttamente a Venezia. Collega il Palau della Generalitat con la Casa del Canonges.

Vi consiglio di arrivare alla Plaça de Sant Felip Neri che prende il nome dalla sua chiesa omonima, la cui facciata porta i segni di una bomba della guerra civile nel 1938. Una targa commemora le 42 persone morte, la maggioranza delle quali erano bambini. Nella piazza regna un silenzio surreale.

Proprio al centro del Barrio Gotico si trova la piazza medievale meglio conservata, Plaça del Rei, che ospita numerosi imponenti edifici, tra cui spicca il trecentesco Palau Reial. Al suo interno si trova il Saló del Tinell, dove si dice che Ferdinando e Isabella accolsero Cristoforo Colombo di ritorno dall’America.

Siamo poi passati da Murales El món neix en cada besada (Carrer dels Capellans, 16) “il mondo nasce in ogni bacio” così ha chiamato l’opera il suo autore, il fotografo Joan Fontcuberta. Un fotomosaico di migliaia di fotografie (circa quattromila foto) di gente comune, famiglie, persone che si baciano, viste da lontano compongono appunto la rappresentazione di un bacio.

Brevissima vista al Mural Messi in Carrer de la Barra de Ferro e rientrando verso l’hotel abbiamo percorso Carrer de la Bòria (da non perdere il murale femministe).

Dopo un’oretta di relax siamo nuovamente usciti verso la Piazza della Cattedrale (Pla de la Seu), dove un gruppo di ragazzi si stava esibendo.

Ci siamo poi concessi un aperitivo al tramonto sulla terrazza del nostro hotel, poi diventato un appuntamento fisso per tutti giorni.

Per cena avevo prenotato su consiglio di Antonia da Los Caracoles (Carrer dels Escudellers, 14).

Los Caracoles, che significa “Le lumache”, è un famoso ristorante di Barcellona con una lunga storia. Ha servito le sue lumache alle grandi celebrità del XX secolo, sin dal 1835. La cucina è quella catalana tipica di ottimo livello, con atmosfera medievale molto suggestiva. Il personale di sala è cordiale e molto efficiente. Si passa dalla cucina per entrare nelle sale da pranzo, ciò trasmette il fascino del tempo, tra i cuochi al lavoro e una paella formidabile che oggi è uno dei piatti di culto del locale.

Io avrei voluto ordinare le lumache ma purtroppo a causa delle spezie presenti ho dovuto virare su altro, avrei voluto provare anche la paella, ma anche in quel caso le spezie non me lo hanno permesso. Come antipasto abbiamo preso un piatto di jamon iberico (buonissimo) e uno di acciughe “Los Caracoles” (molto buone). Come portata principale Leo ha preso una paella di pesce (spettacolare, la migliore provata durante il nostro soggiorno a Barcellona) e io un piatto di calamari alla griglia (buonissimi). Abbiamo terminato con una crema catalana (molto buona). Per bere abbiamo ordinato due birre e una bottiglia acqua. Conto totale € 98. Abbiamo mangiato mooooolto bene in un locale che ha molto da raccontare!

DAY 2 – LUNEDI’ 13 NOVEMBRE

Abbiamo iniziato la giornata passeggiando un pochino nella zona est dell’hotel: La Ribera e il Born!

Siamo passati dalla Basilica di Santa Maria del Mar, conosciuta anche come La Cattedrale del Mare, uno dei migliori esempi di gotico catalano e sin dal 1923 è stata insignita del titolo di basilica minore. Abbiamo cercato, lungo stradine colorate dalle saracinesche con murales, il famoso Mural Messi Bitcoin (Carrer dels Agullers). Raggiunto il cuore del Born abbiamo percorso Passeig del Born e poi C/ dels Carders (sempre alla ricerca di murales) e poi abbiamo fatto un giretto nel Mercato di Santa Caterina (Av. de Francesc Cambó, 16).

Riconoscibile per il suo tetto, dinamico e coloratissimo, è il classico mercato alimentare spagnolo, con ottimi prodotti freschi, frutta, carne, pesce, verdura e specialità del posto. Ci sono anche chioschi, bar e ristoranti dove fermarsi a mangiare. Il mercato è sovrastato da un tetto decorato con un mosaico che riprende i colori della frutta e della verdura, che una volta venivano venduti nelle piazze. Allo stesso tempo è un omaggio a Gaudì. Il motivo riprende infatti i mosaici colorati che si trovano in molte delle sue opere. Il tetto che oggi caratterizza in maniera così particolare questo mercato è frutto di un progetto di riqualificazione, tra il 1997 e il 2004, operato dagli architetti Enric Miralles e Benedetta Tagliabue.

Abbandonato il Mercato di Santa Caterina, abbiamo proseguito lungo La Rambla.

La Rambla è ricca di spunti storici interessanti. Ecco un mio breve riassunto da nord a sud:

  • La fontana de Canaletes, di fronte allo storico ristorante Nuria (civico 133), è lo storico luogo di ritrovo dei tifosi del Barca.
  • Farmacia Nadal (civico 121), un esempio di modernismo applicato alle attività commerciali;
  • Il palau de la Reial Academia de Ciencies (civico 115). E’ anche sede del Teatro Poliorama dove la compagnia Barcelona y Flamenco si esibisce con spettacoli emozionanti e pieni di passioni;
  • Font de la Portaferrissa
  • Negozi storici come Beethoven (civico 97) per gli amanti della musica a 360° ma non solo, vi consiglio di entrarci;
  • Il Mercato de La Boqueria (civico 91). E’ il mercato più antico della città (del 1840), una tappa imprescindibile per vivere sapori, profumi e tradizioni gastronomiche nel mercato più bello del Mondo (lo ha sentenziato il Washington Post);
  • La casa degli ombrelli (civico 82), la stravagante casa con decori, xilografie giapponesi e del famoso drago che regge una lanterna;
  • Mosaico di Joan Mirò, proprio nel centro del viale pedonale, c’è anche una mattonella con la sua firma…
  • Pasticceria Escribà (civico 83), una delle storiche pasticcerie e caffetterie della città famosa per le incredibili decorazioni sull’angolo del suo edificio;
  • Plaça Reial, una splendida piazza circondata da un porticato. Qui sono presenti i due lampioni di Antoni Gaudí, la sua prima opera pubblica di Barcellona;
  • Palau Güell, l’unico palazzo modernista di Antoni Gaudí in piena Ciutat Vella;
  • si conclude la passeggiata con il monumento Mirador de Colom. Al suo interno oltre l’info point di Turisme de Barcelona puoi salire con l’ascensore.

Abbiamo deviato poco dopo La Boqueria verso il quartiere Raval.

Hospital de la Santa Creu (Carrer de l’Hospital, 56). L’Antic Hospital de la Santa Creu è un insieme di edifici che fino al secolo scorso faceva parte del principale ospedale di Barcellona. E’ un insieme architettonico di cortili verdi, stanze affrescate che ospitano la biblioteca della Catalogna, scuole d’arte e persino spazi per la cultura.

Rambla del Raval. Nel tratto finale della rambla si incontrano le forme rotonde del Gat, il gatto in bronzo di Fernando Botero in origine collocato al Parc de la Ciutadella.

Avrei poi voluto raggiungere Carrer de la Riereta per ammirare un po’ Street Art, ma siamo tornati indietro perché non ci sentivamo sicuri al 100%.

Jardins de les Tres Xemeneies (Av. del Paral·lel, 49). I Giardini delle Tre Ciminiere devono il loro nome a questi tre grandi edifici che facevano parte della vecchia centrale elettrica conosciuta come La Canadenca. I giardini delle Tre Ciminiere si presentano come una grande spianata di cemento con panchine, delimitata nella parte superiore da alti muri che sono diventati lo sfondo per gli artisti di strada. Sul fondo, un grande cubo funge da palcoscenico per feste e spettacoli e, al di là dei muri, l’ampia spianata conduce a una pista polisportiva. C’è inoltre uno spazio dove sono stati installati un’area giochi per bambini, campi da bocce e tavoli da ping-pong.

Dopo esserci rilassati per un’oretta a Barceloneta, prima di terminare la giornata, abbiamo raggiunto Casa Batillo. Vi consiglio di acquistare i biglietti on line perché si risparmia qualcosa (abbiamo pagato € 33 anziché € 39).

Di Casa Batillo vi ho già parlato e consiglio assolutamente la visita perché è pazzescamente bella!

Per cena ci siamo messi in coda per Bodega Olivia (C/ del Vidre, 8). Abbiamo ordinato mix di Tapas: da acciughe a paella, da polpette di carne a tortilla, per poi provare un po’ di patatas bravas, un piatto di jamon Iberico e formaggio Mancghego. Da bere abbiamo preso due birre. Conto totale € 77,00. Tutto molto buono.

Dopo cena abbiamo fatto una tappa veloce al Monk Barcelona un locale “segreto”… Ci si accede da un minimarket!

DAY 3 – MARTEDI’ 14 NOVEMBRE

Dopo esserci sgranchiti un po’ le gambe nel Barrio, abbiamo ripercorso La Rambla e raggiunto con la metro la Sagrada Familia!

Il nostro biglietto prevedeva l’ingresso alla Sagrada Familia per le ore 11 e a seguire per le 12.45 la salita alla  torre (facciata della Natività).

Che dire della Sagrada Familia? Mi ha letteralmente incantata!!!

Nel 2004, quando l’abbiamo visitata la prima volta, la parte interna era un cantiere unico ed era meno coperta la parte esterna. La salita sulla torre sinceramente la ricordavo più interessante, forse eravamo saliti sull’altra torre. Vi ricordo che la salita avviene con ascensore, mentre la discesa è da fare a piedi!

La Sagrada Familia, la cui costruzione iniziò nel 1882, è oggi uno dei tratti distintivi dell’identità di Barcellona, riconosciuta in tutto il mondo e visitata da milioni di persone. La parte costruita da Gaudí è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2005. La Commissione di costruzione spera di completare i lavori nel 2026, quando ricorrerà il centenario della morte di Gaudí.

La Sagrada Familia è l’ultima costruzione della carriera di Gaudí, un luogo unico a Barcellona che diventerà anche la Basilica più alta del mondo, una volta completata. Un capolavoro di Gaudí la cui costruzione sarà durata più di un secolo.

Tra le tante altre meraviglie di questa grande opera, spicca lo spettacolare gioco di colori e luci che si può ammirare all’interno, grazie ai raggi del sole che filtrano attraverso le vetrate, creando un gioco di sensazioni che cambia a seconda dell’inclinazione dei raggi del sole.

Terminata la visita (io non sarei più andata via!) abbiamo preso la metro in direzione La Barceloneta. Il 14 novembre è pur sempre il mio compleanno e quindi bisogna festeggiare!

Su consiglio di amici abbiamo scelto Xiringuito Escribà (Av. del Litoral, 62) dove abbiamo preso: una porzione buonissima di acciughe del Cantabrico, un’insalata russa con polpo, una frittura, una paella, 4 birre e 1 caffè. Conto totale € 73,50. Il locale era molto affollato, ma siamo comunque riusciti ad avere il nostro tavolo senza attendere molto! Il personale estremamente gentile e presente, cibo buono, anche se non super. Secondo Leo la paella migliore della vacanzina l’ha mangiata da Los Caracoles.

Terminato il pranzo, ci siamo rilassati lungo la spiaggia. Avevamo sottovalutato il clima di Barcellona, non eravamo pronti a quel caldo pazzesco (circa 25 gradi) e un costumino e un telo mare sarebbero stati perfetti per le ultime ore prima di imbarcarci!

Con calma siamo tornati verso l’hotel, ultimo aperitivo in terrazza e poi taxi per l’aeroporto!

Pubblicato da seca75

Un viaggio inizia molti mesi prima di partire, esattamente quando, tra le varie opzioni, mi convinco che QUELLA sarà la mia prossima meta e me ne innamoro così intensamente da ritenere che sarà la più bella. Difficilmente un viaggio mi delude, quasi sempre invece mi fa provare emozioni inaspettate! Il più bel viaggio, è quello che non è stato ancora fatto. Loick Peyron

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